Nel contesto della Missione SanitĂ (M6) il 14 settembre ha rappresentato una scadenza importante. Era infatti questa la data ultima, sul fronte della riorganizzazione territoriale per presentare 1189 progetti di case di comunitĂ , ospedali di comunitĂ , centrali operative territoriali (COT) e sul fronte ospedaliero per i progetti di messa in sicurezza delle strutture dal punto di vista sismico (gara Invitalia delle scorso luglio).
Si tratta pertanto di una buona occasione per capire a che punto siamo nella realizzazione dei progetti della componente âterritorialeâ C1 (reti prossimitĂ , strutture intermedie e telemedicina â valore 7 mld) e della componente âospedalieraâ C2 (innovazione, ricerca e digitalizzazione del SSN â valore 8,6 mld)
Per quanto riguarda la prima, a giugno è stato varato il decreto n. 77 che indica le specifiche delle strutture di sanitĂ territoriale (ne abbiamo parlato qui quando ancora il decreto era in fase di bozza con il nome ufficioso di DM71). Lo stesso decreto ha posto le basi per la nuova assistenza domiciliare che dovrĂ prendere in carico, entro la metĂ del 2026, almeno il 10% degli ultrasessantacinquenni (oggi siamo attorno ad una media del 2,7% su scala nazionale). Il 24 maggio scorso un ulteriore decreto aveva dettato le regole per lâinserimento della telemedicina nei percorsi di assistenza di prossimitĂ . Per gli ospedali si attende ora la revisione del decreto ministeriale 70 del 2015, per il quale si stanno ora raccogliendo i pareri delle societĂ scientifiche.
Tutti insieme questi passaggi ânormativiâ pongono le basi per la messa a terra dei relativi progetti realizzativi finanziati con somme da erogare in contemporanea. Una bella sfida, vista la quasi contemporaneitĂ esecutiva cui si aggiunge lâimplementazione del nuovo Fascicoli Sanitario Elettronico e la realizzazione della Piattaforma Nazionale di Telemedicina. Non sarĂ da trascurare affinchĂŠ tutto questo avvenga, la formazione dei professionisti sanitari inteso come processo continuo e costante visto il livello di digitalizzazione da cui partiamo (è proprio di questi giorni la pubblicazione dellâindice DESI 2022 che mostra per lâItalia un miglioramento per quanto riguarda la connettivitĂ , ma ancora un notevole ritardo rispetto alla media europea per le competenze digitali).
Resta poi un importante capitolo ancora da scrivere: il rinnovo a livello nazionale delle convenzioni dei MMG e PLS il quale darĂ il via al loro ingresso nella Case di ComunitĂ . Ogni regione dovrĂ poi presentare un progetto di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) di cui faranno parte le visite ed i servizi da remoto abilitati dalla Piattaforma Nazionale di Telemedicina allâinterno della quale, il tele monitoraggio, ancora deve essere regolamentato a livello istituzionale e scientifico.
Data lâesperienza ormai ventennale nella Cartella Clinica Elettronica Integrata e nello sviluppo di servizi innovativi di sanitĂ digitale, in Connect Informatics pensiamo che, affinchĂŠ tutto questo si realizzi, sarĂ necessario coagulare le migliori competenze del paese coinvolgendo tutti i portatori di interesse. Lato prodotto, riteniamo poi che la cartella clinica elettronica, sia candidata ad evolvere per integrare parte dei nuovi servizi territoriali, pensiamo ad esempio al telemonitoraggio oppure alla televisita specialistica, laddove altrimenti si genererebbe unâinefficace frammentazione che separa la pratica in presenza da quella in remoto.